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Fiat Auto: risanamento avviato ma quali rischi incombono ancora?

Nimeo avatar Giovedì 16 Febbraio 2006, 05:43 in OEM Europei di Nimeo

... (continua)
I fondamentali a medio termine

Tutto bene dunque, dicevamo, per Marchionne?

  • In realtà Fiat Auto ha perso quasi un punto percentuale di quota in Europa (dal 7,4% al 6,5%), una caduta verticale malgrado l’ultimo trimestre.
  • Alla fine degli anni ’80, dopo il lancio della Fiat Tipo la casa italiana era prima in Europa con il 14,9% di mercato. Ora è sesta.
  • Restano ancora molte incognite di difficile soluzione per riappropriarsi di posizioni più consone alla storia e alla ambizioni del Gruppo. Se in Italia la reattività commerciale ai nuovi modelli è stata buona, all’estero il rebound di vendite, dopo anni di contrazioni, stenta. E Fiat Auto ha un disperato bisogno di riequilibrare la sua presenza domestica e quella negli altri paesi UE, grandi e piccoli. Questi mercati, su cui ha inesorabilmente ceduto posizioni, dovranno esser recuperati con alti costi di “riacquisto” delle quote di mercato.
  • Costi lievitati dalle maggiori promozioni e dalla maggiore competitività necessaria per accattivarsi un pubblico reso scettico da delusioni di prodotto degli anni precedenti. E da necessarie campagne pubblicitarie per riproporsi nella shopping list dei clienti. La familiarità dei marchi e dei suoi modelli è ad oggi insufficiente. E questo avrà un forte impatto sui già erosi margini unitari nei mercati esteri.

Qui si innesca l’altro problema con cui dovrà confrontarsi Sergio Marchionne passando dalla fase di risanamento alla fase di sviluppo dei Brand dell’Auto. Il costo del prodotto.
Gli sforzi enormi compiuti dal management in questa direzione sono purtroppo vanificati da altrettante attenzioni alla riduzione costi attuate dalla concorrenza. Che con volumi ben maggiori del Gruppo italiano riescono ad essere più incisivi grazie alle maggiori economie di scala. Privo di un’alleanza capace di garantirgli volumi a livello dei concorrenti su piattaforme e componenti Fiat Auto sta attuando accordi su specifici progetti industriali con l’intento di garantirsi migliore redditività.

Sarà sufficiente? Ce la farà la Casa del Lingotto a migliorare la sua redditività unitaria, riequilibrare le sue vendite su un baricentro più europeo a valorizzare i suoi straordinari Brand per tornare ad avere un ruolo da protagonista ?
Il Gruppo Italiano sta attuando un mutamento culturale epocale. Rimangono tuttavia alcune scorie di altera cultura monopolista.
Fateci conoscere la vostra opinione con valutazioni e indicazioni costruttive.

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5 commenti
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18 Feb 2006
alle 16:21

Fabio Sommantico

Avere debiti vuol dire non avere soldi per poter investire sul miglioramentro dei prodotti. L'alfa 156 è rimasta sul mercato immutata quasi dieci anni, la Punto tredici. Molti segmenti non sono stati coperti a lungo proprio perchè troppo costoso realizzare macchine destinate a "perdere" soldi.
L'appeal del brand Fiat è basso in Italia e prossimo allo zero fuori. Sono stati inanellati nel tempo una tale serie di errori da far ritenere le capacità della dirigenza assai scarse.
Quale industria al mondo avrebbe lanciato sul mercto una macchina obiettivamente oscena come la Multipla o toppato sistematicamente l'autovettura da piazzare nel segmento delle medie?
Aggiungiamoci poi che la Fiat vende assai meno di quanto facesse solo cinque anni fa e quasi tutte le vetture immatricolate appartengono a segmenti poco redditizi, senza alcuna concreta speranza di inserirsi in quelli più remunerativi. gli obiettivi sistematicamente mancati dalla Maserati, nonostante gli investimenti stanno là a dimostrarlo.
Non vedo poi perchè gli utili di Iveco e altre divisioni aziendali in attivo dovrebbero essere inghiottite nel buco nero di fiat auto. Soprattutto non credo che ne vedrebbero il motivo le banche creditrici.

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17 Feb 2006
alle 19:12

Fitz

Mah, Fabio, la situazione forse è più complessa. I debiti sono rientrati ad un livello "normale". Peraltro Fiat Spa è un conglomerato dove Iveco e CNH macinano utili. Potrebbero sovvenzionare l'auto per lungo tempo, al limite rilanciandola.
Inoltre il problema non sono più i debiti ma la capacità di fare vetture, dapprima allineate ai gusti del mercato e poi di costo tale da guadagnarci qualcosa. Io penso che il problema più che i debiti possano essere le dimensioni piccole.

3
17 Feb 2006
alle 19:06

Fabio Sommantico

La Fiat è spacciata.
Un modello azzeccato serve a garantirsi la sopravvivenza per qualche tempo ancora ma non credo ci sia posto al mondo per un'azienda coperta da una tale mole di debiti e dalle dimensioni così ridotte. Riuscirà a tenersi a galla grazie alle politiche di favore che i futuri governi gli accorderanno, ma sono tutti palliativi.

2
16 Feb 2006
alle 19:38

Fitz

Non credo che basti. La Punto lo è ma il recupero è difficile.
Il mercato in Europa è troppo segmentato. Un modello azzeccato non sarebbe sufficiente, chi è forte ha una gamma articolata con equilibrio di presenza sia nei diversi paesi che nei segmenti.

1
16 Feb 2006
alle 17:11

Manuel

Dimenticate un aspetto fondamentale la gamma prodotti. Infatti basterebbe un modello veramente "azzeccato" per recuperare quote all'estero, il problema è che in Fiat si fanno pochi focus (ricerche di mercato sui prodotti futuri) e soprattutto troppo orientati al mercato interno.

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