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Un lettore disegna il futuro della Jaguar

Egisto Soldi avatar Sabato 12 Aprile 2008, 13:05 in Ford, Jaguar, Land Rover, Tata di Egisto Soldi

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Qui mi sono posto domande a proposito del futuro della Jaguar, ora che (assieme alla Land Rover) è stata comprata dall'indiana Tata (venditore: Ford). Mi ha risposto un lettore (che si chiama "Jaguar una passione"). Ecco le mie domande e - in corsivo - le sue risposte.

1) Posti di lavoro. In tutto, siamo sui 16.000 dipendenti. Vedremo che decisioni prenderà, specie per quanto riguarda gli stabilimenti Jaguar, Casa in crisi.

2) Progetti Ford. I programmi per le auto messi in piedi dalla Casa Usa verranno mantenuti? Oppure ci sarà una rivoluzione?

3) La Jaguar XF va forte. La Tata deciderà di sfornare auto silmili a queste per cavalcare il successo?

4) Jaguar station wagon e diesel (due grossi errori Ford): la Tata le produrrà ancora?

5) Il colosso indiano metterà mano anche ai programmi Land Rover, seppure questa Casa venda bene?

1) La qualità costruttiva di Jaguar è vicino all'eccellenza, pertanto il problema non sta nella catena progetto-costruzione e nei dipendenti qui impiegati, pessima è la gestione del marketing e delle scelte decisionali su quali prodotti mettere in commercio, in più ogni nazione ha una propria filiale occupata da dirigenti spesso incapaci e strapagati (quelli italiali-romani, in modo particolare) con figure spesso doppie per le stesse mansioni.  I volumi di vendita europei potrebbero far pensare all'inutilità delle filiali nazionali (con contatto diretto tra rete vendita e casa madre) oppure alla vendita diretta da una sede unica e quindi alla eliminazione della rete vendita dei concessionari locali. Ma a un presidente e un amministratore delegato che costano circa un milione di euro più benefit tra cui disponibilità di uso proprio di sei auto, direi che la soluzione sta nel rivedere con determinazione l'utilità della dirigenza.

2) Rivoluzione sempre e comunque e continua anche nelle piccole cose con attenzione forte all'ecologia ed al basso impatto, l'auto è sinonimo di dinamismo. Punto fisso libertà progettuale e creativa al gruppo di Ian Cullman designer di grande livello.

3) XF va molto forte perché rappresenta innovazione della tradizione Jaguar (lusso più sportività), ma è l'inizio di una nuova storia, l'evoluzione della ricerca deve portare a nuove forme, nuove armonie, nuovi contenuti tecnologici: la spirale deve evolversi in senso tridimensionale e non in senso bidimensionale e piatto. Lontani da sperimenti perniciosi come Bmw X6 un Suv-coupé? Un buon progetto deve avere un senso, un destino, una armonia visiva e una qualità costruttiva. Inventarsi oggetti sostenuti dal marketing che aiuterà a venderli è autentica mistificazione, forzatura e disonestà intelletuale.

4) Non sono stati errori, si sono rilevati poco performanti da un punto di vista commerciale perché poco sostentuti.

5) Vale il punto 2.

Caro lettore, complimenti per

la disamina. Discutibile, ma affascinante. Invece, nulla posso dirti a proposito degli stipendi dei manager cui tu fai riferimento: qual è la fonte? Come fai a dirlo? Non condivido: sempre che quei numeri siano corretti, è giusto che una persona che ricopre quelle posizioni sia pagato in modo adeguato.
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2 commenti
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04 Ago 2008
alle 12:45

Riccardo Bellumori

Quando pensiamo al futuro di una casa europea, Jaguar compresa, ambientandola nella prospettiva europea, commettiamo l'errore di dimenticare che un mercato di complessivi 100 milioni di nuovi automobilisti, Cina ed India in testa, consumera' da qui al prossimo decennio volumi tali da far passare in secondo piano la crisi del vecchio continente, e come da noi jaguar e land rover sono nicchie in disuso, la' i nuovi ricchi e la nuova imprenditorialita' rurale saranno il vero nuovo mercato per questi due marchi. La scommessa di Tata sara' vinta, ma ad un caro prezzo: l'annullamento e l'oblio di due marchi che hanno fatto storia, perlomeno per come noi europei, questa storia, eravamo abituati a conoscerla.

Non c'e' dubbio infatti che la politica commerciale di Tata coinvolgera' la gamma e la immagine di Jaguar e Land Rover verso una serie di innovazioni (sinergie costruttive, condivisione di pianali, allargamento del portafoglio prodotti, utilizzo di nuove motorizzazioni,etc...) tali da "snaturare" il DNA originario dei due classici Marchi. In questa previsione mi preoccupa molto meno la trasformazione di Jaguar che non solo e' gia' passata indenne dalle varie crisi petrolifere e dalla gestione disastrosa della Leyland negli anni 70/80 ma ha anche da tempo ritoccato tutta la sua gamma di offerta sotto la gestione Ford. Mi preoccupa molto di piu' la possibile "diluizione" della Land Rover: per capirsi bene, temo che piani costruttivi, brevetti e metodologia costruttiva di una leggenda come la Defender possano essere snaturati con l'immissione nei processi produttivi di materiali, tecniche e allestimenti non in linea con oltre mezzo secolo di storia industriale, .(.....e non voglio nemmeno considerare l'ipotesi che Tata ceda ad altri fabbricanti locali la costruzione su licenza con altro nome e marchio....Brrrr!!!); temo insomma che una unicita' indiscussa di filosofia costruttiva possa perdere le proprie radici, quelle di una eleganza storica per noi europei ed incomprensibile per i nuovi ricchi motorizzati indiani.

Speriamo, davvero, che io mi sbagli......

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13 Apr 2008
alle 18:26

Jaguar una passione

Sono dati che escono dal bilancio di Jaguar Italia e Land Rover Italia , devi sommare i costi divisi nel 2007 nei due bilanci ufficiali depositati.  Se imputo responsabilità ai dirigenti è perchè ritengo che si possa ipotizzare un risparmio di costi con a causa dei volumi di vendita ridotti rispetto alle aspettative dei primi anni 2000 in corrispondenza della commercializzazione di nuovi modelli in nuovi segmenti: non raggiunti  numeri dell'aspettativa credo saggio ridurre i costi , ripartendo i maggiori margini a vantaggio dei consumatori o di chi sta in trincea nelle concessionarie.  L'incapacità della dirigenza sta proprio nell'insuccesso delle strategieche non hanno salvaguardato ottimi prodotti da cattive percezioni nel mercato.

Jaguar è un marchio e una storia da consegnare al nostro futuro , ha una parte importante nel segnare il periodo storico della industrializzazione e della mobilità in autonomia dell'uomo , e quindi è un capitolo importante nel segno dei nostri tempi. Non mancherà agli Indiani di Tata la capacità di cogliere anche questo aspetto emotivo e culturale, non credo che si limitino al business. Ratan Tata ha già dimostrato l'attenzione al popolo della sua terra ed ha già dimostrato quanto tiene ad una giusta ed equilibrata evoluzione del suo popolo verso un benessere migliore. non dimentichiamo la struttura sociale (le caste) a cui appartiene e la sua cultura anglosassone. E' straodinariamente promettente , ritengo sia un mix di saggezza, lungimiranza, attenzione al sociale (pensate all'idea illuminata di Adriano Olivetti in Italia) mezzi economici e largo sostegno alle sue idee. Io spero che questo nuovo scenario sia di stimolo per noi europei e che ci allontani da marketing forzati, produzioni di auto in eccesso ed invasioni commerciali a cui i produttori tedeschi ci hanno abituati ( a proposito i dirigenti delle teutoniche case automobilistiche non sono i figli o nipoti di....... ? due sole generazioni ci separano e di invasioni prima di subirle io vorrei almeno parlarne !) . Scusa la divagazione ,ma  considerala un ulteriore contributo.  Scusa anche per l'errore . il designer si chiama Ian Callum.

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