Strategie e business del settore automotive
Ho scritto che non condivido indagini - come quella del WWF - in cui si dice che "non c'è posto in auto per clima e ambiente". In tutta risposta, mi è arrivato l'attacco di un signore, Peppe (in corsivo):
Scusi, ma lei davvero pensa che tutto quello che viene pubblicizzato (nei saloni, in televisione, sulla carta stampata...) sia vero? È il marketing che detta le scelte di immagine, non l'ingegneria.
Poi ci sono i fatti: nel 1998, dopo la decisione della CE presa nel '95 di raggiungere tassativamente i 120 gr/km di CO2 entro il 2005, i Costruttori attraverso l'ACEA fecero un accordo con le istituzioni europee per una riduzione volontaria delle emissioni di CO2 a 140 gr/km entro il 2008.
Orbene questo obbiettivo è stato puntualmente disatteso e adesso le Case propongono che le nuove norme sui limiti di CO2 entrino in vigore entro il 2015 e non più entro il 2012. Un ritardo che dura da 20 anni, dunque.
Intanto le emissioni da trasporto (comprese quelle auto quindi...) sono cresciute nel periodo 1995-2005 del 32% fonte: http://www.transportenvironment.org/Publications/prep_hand_out/lid:474)
La questione è molto più complessa di come la pone lei e
Sempre che lei trovi il tempo di leggerlo, impegnato com'è a difendere il maketing menzognero dei Costruttori.
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alle 11:32
max bienati
caro egisto,
come autore del report Pubblicità Regresso, che analizzava il ruolo del marketing pubblicitario dei costruttori auto in relazione al problema delle emissioni di gas serra, volevo informarla che stiamo continuando la nostra campagna europea e che può trovare ulteriori informazioni sul sito degli amici della terra e nei link ivi riportati.