Strategie e business del settore automotive
Trovo su amicidellaterra un'accusa all'Unione europea e ai Produttori automobilistici. Sintetizzo in corsivo.
1) L'Unione Europea si avvia ad approvare nei prossimi mesi una normativa vincolante per la riduzione dei consumi di carburante e delle emissioni di CO2 delle auto, che impone alle Case automobilistiche un obiettivo complessivo di 130 g di CO2/km sul venduto comunitario.
2) Le misure non appaiono coerenti con la strategia comunitaria per la riduzione delle emissioni di gas serra del 20% al 2020 e con quelle di internalizzazione dei costi esterni recentemente ribadite dalla Commissione attraverso la revisione dei criteri comunitari di pedaggiamento dei trasporti su strada (Greening Transport Package).
3) Sarebbe controproducente, rispetto agli obiettivi di ridurre le emissioni e di contenere la congestione dei trasporti su strada, concedere flessibilità sulle emissioni di CO2 ai Produttori di auto più pesanti, a scapito dei produttori di auto più leggere. Una misura ambientale efficace dovrebbe, piuttosto,
fissare una soglia di emissioni uguale per tutti i produttori soddisfacendo la domanda di flessibilità dell'industria con strumenti economici, come un mercato di permessi di emissione, più adatti anche per promuovere l'innovazione tecnologica e contenere i consumi energetici e le emissioni di CO2 dei trasporti.
Quello che mi interessa capire è: secondo voi, c'è una lobby di Case automobilistiche che riesce a far approvare leggi su misura per loro? Oppure chi lo pensa è paranoico?
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alle 11:43
max
nelle democrazie occidentali l'attività di lobbying è parte del sistema stesso e non per forza deprecabile
ogni gruppo di potere, e in proporzione agli interessi che protegge, svolge attività di lobbying sul potere politico. e quanto più quest'ultimo è in grado di incidere sugli interessi del primo, tanto più tale attività è forte.
praticamente, per quanto mi è dato di conoscere dell'ambiente della commissione e del parlamento europeo, ciò avviene per mezzo di "rappresentanti" che di professione seguono i lavori delle commissioni parlamentari e cercano di influenzarne l'azione agendo: sia sui singoli deputati membri, sia sui gruppi parlamentari, sia sui partiti politici nei paesi di provenienza; attraverso azioni di persuasione relativi a interessi di parte proposti come interessi comuni. come ciò si svolga nella pratica non è un segreto (in parte) e riguarda incontri formali e informali con rappresentanti politici, dichiarazioni ufficiali dei rappresentanti delle case automobilistiche (quando parla marchionne, ad esempio...), pubblicazione di opinioni a sostegno di una posizione o di un'altra a mezzo stampa ecc.
per il settore auto, ACEA, l'associazione dei costruttori europei, che rappresenta da Daimler a BMW a FIAT a PSA, Renault ecc., insomma non poco, fa la sua grande parte cercando di influenzare le decisioni del parlamento in funzione degli interessi dei propri rappresentati.
una legislazione stringente sulle emissioni di CO2 delle auto, in linea con la strategia dell'Unione contro i cambiamenti climatici, e che sostanzialmente dice: è urgente arrivare alla produzione di auto a bassi consumi ed emissioni di CO2 nell'interesse dei consumatori e del clima... e che identifica come essenziale che i costruttori auto svolgano la loro parte in tale direzione agendo sule tecnologie esistenti e incentivando lo sviluppo di nuove tecnologie future, a me pare una buona cosa. il problema sono il quando, il come e il quanto. e su questo si gioca la partita, o meglio la sfida.
a presto